Come ci siamo lasciati ieri, così ci ritroviamo oggi…
I dati macro dell’Eurozona continuano a deludere, a partire dal PMI delle importazioni tedesche di novembre, che segna un -0.5% rispetto alle previsioni di +0.2%. Anche il saldo della bilancia commerciale tedesca si è attestato ad un livello al di sotto delle aspettative (18.3 miliardi vs 20 previsti). Per una volta a fare eccezione in positivo siamo noi: la disoccupazione mensile scende a 9.7% rispetto ad al 9.8% previsto. Per quanto riguarda invece la disoccupazione europea, questa è uscita in linea con le aspettative, con un valore di 7.5%. Non siamo i soli comunque, anche negli USA la disoccupazione scende (214k vs 223k del mese scorso). A rimarcare la solidità dell’economia americana ci ha pensato Clarida, vicepresidente della Fed, affermando che i tagli “tempestivi” sui tassi d’interesse da parte del FOMC hanno supportato l’economia, come indicano i dati su occupazione, crescita del PIL e inflazione stabile. Nonostante ciò, alla Casa Bianca hanno avuto poco da festeggiare dato che la Camera, forse temendo il temperamento del biondino, ha approvato una mozione per limitarne i poteri decisionali in ambito bellico. Ora tocca al Senato, controllato dai repubblicani, votare la proposta. La cosa non sembra comunque preoccupare Trump, che anzi ieri ha riportato all’attenzione uno dei temi caldi del 2019: gli accordi commerciali con la Cina. Il Tycoon ha affermato che una possibile firma sulla fase uno dell’accordo potrebbe già arrivare il 15 gennaio e che la fase due potrebbe concludersi prima delle elezioni.

Dopo un paio di giorni di assenza torniamo a volgere lo sguardo oltremanica, dove Mark Carney si è espresso dapprima sulla Brexit, affermando che le incertezze si sono ridotte dopo le scorse elezioni di dicembre, ma poi ha parlato di economia interna, la quale va a rilento e la crescita non è garantita. In aggiunta a questo il Governatore ha affermato che potrebbe esserci una “risposta relativamente rapida” nel caso dovesse persistere il periodo di debolezza economica del Regno Unito. Questo ha suggerito agli investitori che un possibie taglio dei tassi potrebbe essere alle porte e la sterlina ha perso circa lo 0.70%, raggiungendo un minimo di 0.8533 contro euro. Intanto nella serata di ieri è stata approvata la legislazione sull’accordo di recesso che consentirà l’uscita del Regno Unito dall’UE entro il 31 gennaio… Goodbye London!

 

CALENDARIO ECONOMICO

10:00 – Produzione industriale italiana annuale
10:00 – Produzione industriale italiana (Nov)
10:30 – Discorso di Tenreyro, membro del MPC
14:30 – Retribuzione oraria media americana annuale
14:30 – Salario orario medio americano (Dic)
14:30 – NFP americani
14:30 – Tasso di disoccupazione americano (Dic)

EURUSD: 1.1097
EURGBP: 0.8494

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