Segnali positivi dal punto di vista dei contagi! Aver sacrificato alcune nostre libertà, a quanto pare, sta dando i suoi frutti… ed è cosi che l’attenzione maggiore ora è sulla ripartenza. Gli ultimi dati del FMI prevedono per il nostro Paese un calo del PIL intorno al 9.1% e siamo tutti in trepidante attesa di novità da parte dell’esecutivo, chiamato al non facile compito di bilanciare la sicurezza dei cittadini con la necessità di ripartire.

A tal proposito è intervenuta anche Ursula Von Der Leyen, ora un’amica degli italiani, sottolineando più volte l’importanza di esser cauti nella rimozione delle restrizioni in vigore e suggerendo agli Stati membri che queste debbano essere tolte solo nel caso in cui sussistano tre precondizioni: la significativa riduzione della diffusione del virus, un sistema sanitario non in affanno e una struttura che possa adeguatamente monitorare la situazione. Dello stesso avviso è stato l’OMS, che ha avvertito come, nonostante l’Europa stia entrando in una fase di alleggerimento delle misure di restrizione, non si potrà tornare subito alla normalità.

Dalla BCE intanto un’altra amica, la Lagarde, ha ripreso il buon vecchio “whatever it takes” del suo illustre predecessore, affermando che “il Consiglio Direttivo della BCE è impegnato a fare qualunque cosa sia necessaria per aiutare l’Eurozona a uscire da questa crisi” e che è pronta “ad aumentare i programmi di acquisto di titoli e aggiustare la loro composizione, nella misura necessaria e per tutto il tempo necessario”.

Diversi i dati macro usciti la scorsa settimana, tutti ovviamente a senso unico in ogni parte del mondo e con diversi record negativi. Abbiamo scelto di segnalarne 3 in particolare: il PIL del primo trimestre in Cina (per la prima negativo a -6.8%), l’indice dei prezzi delle importazioni in USA a -2.3% (valore più basso da cinque anni e mezzo) e le vendite al dettaglio, sempre in USA, a -8.7% (peggior dato mai rilevato).

Quel vecchio volpone di Trump nel frattempo cerca disperatamente un colpevole su cui spostare l’attenzione degli elettori e sembra lo abbia trovato nell’OMS… cui manda un segnale semplice: avete mal gestito la pandemia e “insabbiato informazioni” sulla reale situazione dei contagi in Cina, quindi non vi pago (si, ha effettivamente bloccato la quota dei fondi destinata all’OMS).

Prima di passare oltremanica, da segnalare due interventi delle banche centrali di Sudafrica e Canada: la prima ha tagliato i tassi al 4.25% (livello più basso mai registrato), la seconda li ha lasciati invariati allo 0.25% ma ha dichiarato di voler introdurre un piano di acquisto di obbligazioni societarie pari a 10 miliardi di dollari canadesi.

Nel Regno Unito si torna invece a parlare di Brexit e il portavoce di Johnson ha ribadito che non ci sarà nessun periodo di transizione oltre le tempistiche già previste con l’UE, nonostante il governatore della BoE Bailey abbia dichiarato come l’incremento di domande di prestiti metterà sotto pressione tutto il sistema bancario e il FMI abbia affermato che “molto probabilmente sarà la peggiore recessione dagli anni 30”.

Chiudiamo con uno sguardo ai mercati… per scoprire che nonostante il taglio della produzione annunciato dall’OPEC il prezzo del brent rimane sotto i 25 dollari (-60% in 1 anno), mentre l’S&P500 ha tentato un timido rialzo tornando sui livelli di 5 settimane fa.

 

EURUSD: 1.0830
EURGBP: 0.8738

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