Escono dati in Europa il venerdì mattina? A chi importa se ci sono gli NFP statunitensi nel pomeriggio? Questo è il pensiero dei mercati, ribadito con forza venerdì scorso: la mattina sono usciti i dati sulla produzione industriale mensile spagnola e inglese ma a muovere l’EURUSD sono stati, nel pomeriggio, gli NFP peggiori delle attese (145k vs 164k) e l’aumento dei salari di solo 0.1% (0.3% atteso), con il dollaro che perde terreno fino a superare 1.1130 stamattina.

Nello scorso fine settimana, le tensioni tra Stati Uniti e Medioriente non hanno accennato ad allentarsi. L’amministrazione USA ha dichiarato che, in caso di espulsione delle truppe americane da Baghdad, l’Iraq non avrebbe accesso ai propri conti presso la Fed, usati dal Paese per depositare gli utili provenienti dalle vendite di greggio e pagare i dipendenti pubblici. Ma quanto è comodo che la propria moneta sia utilizzata a livello globale per tutte le commodities?

Sull’Iran è intervenuto invece il Tycoon in prima persona esprimendo solidarietà nei confronti dei ribelli scesi in piazza lo scorso sabato per chiedere le dimissioni del governo dopo che Teheran ha ammesso di aver accidentalmente colpito il Boeing precipitato nei giorni scorsi, uccidendo 176 persone. Sale anche la tensione tra lo Stato mediorentale e Londra dopo l’arresto dell’ambasciatore inglese Rob Macaire accusato di istigazione alle proteste (subito rilasciato).

Nonostante le tensioni in medioriente, oltreoceano non hanno comunque dimenticatro la Cina: Kudlow, direttore del consiglio economico nazionale, nonchè figura molto vicina a Trump, ha dichiarato in un’intervista su Bloomberg Television che “la fase due dipenderà molto da come si concluderà la fase uno. Se verrà implementata con controversie minime, ciò renderà più facile raggiungere la successiva e andare oltre”, aggiungendo che Trump non ha fretta di raggiungere un’altra fase di accordi con la superpotenza asiatica.

Inoltre, per risolvere eventuali controversie che potrebbero sorgere durante la negoziazione per la fase due, Stati Uniti e Cina hanno concordato di tenere dei colloqui semestrali “separati” dai negoziati. Secondo il WSJ a questi incontri parteciperanno il segretario del Tesoro Steven Mnuchin e, probabilmente, il vicepremier cinese Liu He. Il Segretario del Tesoro americano ha poi dichiarato che il documento sarà firmato a Washington e ha rassicurato che gli impegni presi dalla Cina durante la prima fase degli accordi non sono mutati a seguito del processo di traduzione del testo (e ci mancherebbe…).

Nel frattempo oltremanica a parlare venerdì scorso è stato il membro della Bank of England Silvana Tenreyro, dichiarandosi propensa a votare per un taglio dei tassi di interesse qualora l’economia inglese non dovesse dare segnali di ripresa. Parole forti le sue anche se al momento l’ultimo voto mostrava un 7 a 2 in favore dell’invarianza dei tassi. A lei si è aggiunto Gertjan Vlieghe, membro della BoE, che in un’intervista al Financial Times ha dichiarato che voterà per una politica monetaria meno stringente quando il Comitato di politica monetaria (MPC) si riunirà a fine gennaio. “Ho davvero bisogno di vedere un miglioramento imminente e significativo nei dati del Regno Unito per giustificare ancora l’attesa” ha detto Vlieghe. Poco confortanti sono state anche le parole di Woods, Presidente del PRA (ente regolatore inglese), il quale ha affermato che il settore finanziario del Regno Unito potrebbe affrontare una crisi se le regole imposte dovessero essere applicate in maniera troppo stringente. L’euro ha dunque recuperato anche contro la sterlina, raggiungendo oggi un valore di 0.8565.

Quando si dice che “una tira cosa l’altra”… altro divorzio oltremanica: dopo quello del Paese dall’Unione Europea arriva quello di Harry e Megan! Non fra loro, ma con la Famiglia Reale. In che mondo siamo se far parte della famiglia Disney è da preferire a Her Majesty?

 

Calendario economico

10:00 – Vendite al dettaglio italiane su base annuale di novembre
10:00 – Vendite al dettaglio italiane (Nov)
10:30 – Investimenti delle aziende inglesi (trimestrale) (4° trim.)
10:30 – PIL inglese (mensile)
10:30 – PIL inglese annuale
10:30 – Produzione industriale inglese (Nov)
10:30 – Produzione manifatturiera inglese (Nov)
10:30 – PIL mensile inglese – variazione su base trimestrale
10:30 – Saldo della bilancia commerciale inglese (Nov)
10:30 – Saldo della bilancia commerciale non- UE inglese (Nov)
15:00 – Stima NIESR del PIL inglese
15:00 – Indicatore mensile del NIESR sul PIL inglese
20:00 – Bilancio del budget federale americano (Dic)

EURUSD: 1.1120
EURGBP: 0.8562