Alzi la mano chi si aspettava che l’accordo USA-Cina bastasse a distrarre l’attenzione di Trump dai dazi. Se non l’avete fatto, siete stati bravi… perchè gli USA non hanno alcuna intenzione di mollare la presa e ieri è arrivato l’ultimatum sui prodotti agroalimentari europei. Che poi siamo onesti, se escludiamo un po’ di vino e qualche formaggio francese, di fatto l’agroalimentare siamo noi… e infatti i prodotti colpiti sono vino, olio, pasta e parmigiano reggiano. Le nostre speranze sono ora nella mani dei commissari UE all’agricoltura Janusz Wojciechowski e al commercio Phil Hogan che partiranno per Washington con la speranza di tornare a casa con un accordo. Speriamo non siano fra quelli che mangiano la pasta con il ketchup o la carbonara con la panna altrimenti le nostre speranze sono ridotte ad un lumicino.

Rimanendo negli Stati Uniti, da segnalare il discorso di ieri del Presidente della Fed di Boston Eric Rosengren. Contrario al taglio dei tassi fin dal principio, ha affermato che “l’economia americana potrebbe accelerare più velocemente del previsto” a seguito dei tre interventi del 2019. Ha dichiarato anche di essere preoccupato per le pressioni sui prezzi fatte da questa politica monetaria “attualmente accomodante”. Ha ritenuto inoltre che nel 2020 il mercato del lavoro americano rimarrà forte e che l’inflazione si avvicinerà all’obiettivo del 2%, ma ha anche sottolineato che tra i rischi c’è la possibilità che una disoccupazione ai minimi possa portare ad un improvviso aumento dell’inflazione e che “i banchieri centrali non abbiano molta esperienza storica con periodi prolungati in cui i tassi di interesse scendono al di sotto del livello di equilibrio stimato mentre i tassi di disoccupazione sono, allo stesso tempo, storicamente bassi, quindi vogliamo essere vigili su eventuali rischi emergenti.” A ribadire l’amicizia fra USA e Cina ci ha pensato anche il Tesoro americano ieri sera, che smentisce quanto dichiarato ad agosto e afferma che la Cina non verrà più considerata come Stato manipolatore di valuta. Nel rapporto stilato dal Tesoro americano si legge che la super potenza asiatica si asterrà dalla svalutazione competitiva della valuta e pubblicherà i dati sui saldi esteri. Intanto lo yuan cinese ha raggiunto, contro il dollaro, il suo massimo da luglio dello scorso anno, arrivando a 6.8864 (7.6715 contro euro).


Volgiamo ora lo sguardo oltremanica e andiamo a vedere i dati usciti ieri… per scoprire un disastro annunciato: economia in affanno e priva di slancio. In particolare, il PIL ha registrato un aumento su base annua dello 0.6% (la peggiore perfomance da giugno 2012), la produzione industriale a -1.2% e quella manifatturiera a -1.7%, entrambe sotto le attese. La naturale conseguenza non poteva essere che un aumento significativo della probabilità stimata dai mercati di un taglio dei tassi da parte della BoE. Secondo un articolo di Reuters, i mercati prevedono con probabilità del 50% un possibile taglio entro la fine di gennaio e dell’85% entro maggio. Questo si è potuto osservare anche sull’andamento della sterlina nei confronti della moneta unica, che ieri ha perso circa lo 0.83% e ha raggiunto un minimo questa mattina di 0.8592.

In chiusura, per chi come noi è appassionato di biliardo, ricordiamo l’anniversario del brevetto della celluloide, materiale che dal 1878 verrà usato per le biglie al posto dell’avorio.

 

Calendario economico
09:30 – Discorso di Mersch della BCE      
14:30 – IPC core statunitensi (Dic)
14:30 – IPC core statunitensi annuale
14:30 – IPC statunitensi (Dic)
14:30 – IPC statunitensi annuale
14:55 – Redbook statunitense annuale
14:55 – Redbook statunitense mensile
15:00 – Discorso del membro del FOMC Williams
19:00 – Discorso del Presidente della Fed di Kansas City Esther George
20:00 – Budget federale americano (Dic)

 

EURUSD: 1.1132
EURGBP: 0.8575

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