Giornata transitoria quella di ieri, con dati negativi in Europa e positivi in Italia ma effetto praticamente nullo sull’EURUSD. In particolare, l’IPP mensile europeo è uscito al di sotto delle aspettative(0% vs +0.3%), mentre l’IPC italiano sia mensile che annuale hanno fatto registrare valori al di sopra delle aspettative, rispettivamente di 0.2% contro 0.1% e 0.6% contro 0.5%.
A parlare è stato Kudlow, che non ci ha raccontato niente di nuovo, ovvero che il coronavirus potrebbe influire sul commercio tra Stati Uniti e Cina e la fase uno richiederà più tempo… una conferma di quanto già scontato dal mercato.
Rimanendo sul coronavirus, reazione positiva dei mercati alle misure prese dalla superpotenza asiatica per contenerlo: ritorno alla propensione al rischio e recupero anche sul comparto azionario. Secondo Reuters, la People’s Bank of China potrebbe ridurre il “loan prime rate” e i requisiti per le riserve bancarie entro il 20 febbraio. Anche la Bank of Japan, preoccupata dal virus, è pronta a mettere in atto ulteriori stimoli per sostenere l’economia domestica se questa dovesse subire contrazioni.
La sterlina invece va sull’altalena: prima si indebolisce in seguito alle rinnovate paure di un mancato accordo con l’UE entro la fine del 2020, poi recupera grazie al PMI delle costruzioni (48.4 vs 46.6) arrivando a tradare a 0.8464 contro l’euro nella giornata di ieri.
Nel frattempo, Johnson, dopo aver dichiarato che la Gran Bretagna è decisa a fare da guida nella battaglia contro il cambiamento climatico e fissato l’obiettivo “emissioni 0” entro i prossimi trent’anni, ha avuto rassicurazioni da Conte riguardo la Brexit. Queste le parole del nostro PM: “vogliamo che il divorzio funzioni, stanne certo Boris”.

Non così idilliaco invece il rapporto con il capo negoziatore dell’UE Michel Barnier e il nostro buon Boris sta iniziando a sentire la pressione: invocando un accordo commerciale a zero dazi ha minacciato di smettere di importare automobili italiane e vino tedesco… gaffe bella e buona, ma il messaggio è chiaro. La risposta di Barnier è arrivata in modo altrettanto sintetico: l’UE non si lascerà di certo impressionare da queste dichiarazioni.
Per farla breve, guardando alla situazione UE-UK potremmo semplicemente dire che “speriamo nel meglio ma ci prepariamo al peggio”.

CALENDARIO ECONOMICO
09:10 – Discorso di De Guindos della BCE
09:45 – PMI dei servizi italiano (Gen)
09:50 – PMI del settore terziario francese (Gen)
09:55 – PMI dei servizi tedesco (Gen)
10:00 – PMI composito dei servizi europeo (Gen)
10:00 – PMI dei servizi europeo (Gen)
10:30 – PMI composito inglese (Gen)
10:30 – PMI dei servizi inglese (Gen)
11:00 – Vendite al dettaglio europee (Dic)
13:15 – Discorso del Presidente della BCE Lagarde
14:15 – ADP americano (Gen)
15:45 – PMI composito americano (Gen)
15:45 – PMI americano (Gen)
16:00 – ISM del settore non manufatturiero americano (Gen)
22:10 – Discorso del Membro del FOMC Brainard

EURUSD: 1.1027
EURGBP: 0.8442

Subscribe

* indicates required