Dati in uscita in Europa venerdì e indovinate un po’? Le aspettative, seppur non caratterizzate dall’ottimismo, sono state deluse… in particolare per quanto riguarda la crescita economica (unica eccezione la Spagna). In Italia inoltre si allarga il gap costi-risultati nel risparmio gestito rispetto al resto d’Europa: i prodotti cui abbiamo accesso costano mediamente di più (1.43% vs 1.01%) e rendono meno (9.2% vs 16%).
Dati negativi dicevano, ma questo non ha influenzato l’andamento del cambio: l’attenzione dei mercati, infatti, è rimasta sul coronavirus. Il dollaro ha perso terreno nei confronti delle principali divise per l’ondata di acquisti nei confronti delle valute rifugio come yen e franco svizzero. Sul fronte euro siamo tornati a sfiorare l’1.11 per poi tornare intorno a 1.1080. A perdere terreno non è stato solo il biglietto verde, ma anche lo yuan, che ha ritracciato di circa l’1.8% conto la moneta unica arrivando a scambiare in area 7.7680.
L’indebolimento non stupisce dato che gli analisti stimano nel 2% la perdita potenziale sul PIL cinese in questo trimestre a causa della diffusione del coronavirus (-62 miliardi di dollari), cosa che ahimè rimarra anche quando, molto presto, l’emergenza verrà superata. In proposito, come non lodare l’equipe dello Spallanzani di Roma che permette all’Italia di aggiungersi a Cina, Australia e Francia fra i Paesi ad aver isolato il virus?
In Cina comunque non stanno a guardare e i primi passi sono già stati fatti: le principali banche commerciali hanno tagliato i tassi di interesse per le piccole imprese e la Bank of China ha dichiarato inoltre che i residenti della provincia dello Hubei, se dovessero perdere la propria fonte di reddito per il virus, potranno sospendere il pagamento dei prestiti contratti. Gli economisti però si stanno interrogando sulla fatto che la Cina possa effettivamente mantenere l’impegno, sottoscritto nella fase uno dell’accordo commerciale con gli USA, riguardo l’acquisto di 200 miliardi di dollari di prodotti americani dato l’indebolimento della domanda interna. Il governo intanto ha rassicurato il mercato dicendo che la Banca Popolare Cinese garantirà oggi, giornata di riapertura dei listini, liquidità a sufficienza nei mercati azionari.
Sul fronte impeachment, l’assoluzione per il Presidente americano è sempre più vicina. Trump si è sfogato su Twitter questo fine settimana: “i dem stanno imbrogliando l’America. La sinistra radicale, i democratici nullafacenti continuano a cantare equità quando loro hanno messo in piedi la più ingiusta caccia alle streghe della storia del Congresso americano. Loro hanno avuto 17 testimoni. Noi zero consentiti e nessun avvocato. Non hanno fatto il loro lavoro. Non c’è nessun caso”. Mercoledì prossimo alle 22:00 italiane si avrà il responso e, salvo clamorose sorprese, il Tycoon ha l’assoluzione in tasca. E questo lo sa bene il vecchio Donald che, con la vittoria in pugno, ne ha approfittato per godersi il weekend presso la Casa Bianca d’Inverno di Mar-a-Lago e spassarsela al golf club di West Palm Beach.

Alle 24:00 del 31 gennaio le campane del Big Ben hanno segnato l’uscita ufficiale del Regno Unito dall’Europa, con la bandiera blu e oro che ha perso una delle sue dodici stelle. E se da una parte sono arrivate dal Belgio le parole della Von der Leyen che hanno avvertito come “l’esperienza ha insegnato che la forza non proviene da una splendida isolazione, ma da una singolare unione”, dall’altra il Primo Ministro inglese non ha visto l’ora di uscire dal suo ufficio per festeggiare con vino inglese e canapé. Caro Johnson, potremmo anche fartela passare per quelle mini quiche, ma se vuoi festeggiare non c’è niente di meglio delle bollicine, italiane o francesi.
Ritornando a noi, l’UE non lascia spazi a fraintendimenti: sebbene l’obiettivo sia quello di raggiungere un accordo “a tariffe e a quota zero”, ci si aspetta “zero dumping” da parte dei nostri cugini inglesi. L’impegno a chiudere entro l’anno viene comunque ribadito anche dai tedeschi, che si sono detti pronti a fare il possibile insieme a Barnier e alla Commissione Europea affinchè ciò avvenga. Sempre dalla Germania, Mario Draghi ha ricevuto la croce al Merito, il più alto riconoscimento teutonico. Il Presidente Frank-Walter Steinmeier ha affermato che Super Mario “ha mantenuto la coesione dell’euro e dell’Unione Europea e così facendo ha reso un grande servizio all’Europa e, dico volutamente, al mio Paese”. C’è stato anche spazio per un mea culpa nei confronti del nostro connazionale, che troppo spesso ha subito indecorosi cliché, il che in ottica prospettica va letto anche come esortazione a lasciar lavorare in pace la Lagarde. In un anno pieno di incertezza su più fronti, la mano tesa da parte dei tedeschi verso la BCE ci è piaciuta parecchio…. bravi!

CALENDARIO ECONOMICO

09:15 – Discorso di De Guindos della BCE
09:50 – Indice PMI manifatturiero francese (Gen)
09:55 – Indice PMI manifatturiero tedesco (Gen)
10:00 – Indice PMI manifatturiero europeo (Gen)
10:30 – Indice PMI manifatturiero inglese (Gen)
15:45 – Indice PMI manifatturiero americano (Gen)
16:00 – Indice ISM dell’occupazione manifatturiera americano (Gen)
16:00 – Indice ISM dei direttori agli acquisti del settore manifatturiero americano (Gen)
19:00 – Discorso della Presidente della BCE Lagarde
19:15 – Discorso del Presidente della Buba Weidmann

EURUSD: 1.1070
EURGBP: 0.8468