“Aspetta e spera”. Questo è quanto prendiamo dai verbali dell’ultima riunione BCE. Ok non e’ la traduzione letterale del “wait and see”, ma secondo me al momento dalle parti di Francoforte oltre a osservare i risultati delle nuove misure di politica monetaria messe in atto dalla vecchia amministrazione, stanno anche sperando che funzionino. Sono passati 113 anni dall’approvazione del segnale SOS per le richieste di soccorso e mai come oggi vorremmo usarlo per farci passare il mal di testa che siamo certi ci accumuni a Trump. Andiamo con ordine e vediamo cosa succede in USA a partire dall’Hong Kong Human Rights and Democracy Act, che potrebbe diventare un ulteriore ostacolo a un accordo tra Stati Uniti e Cina e di conseguenza influenzare negativamente gli sviluppi commerciali fra le due superpotenze. Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha dichiarato che “la legislazione proposta è stata un’interferenza degli Stati Uniti negli affari interni della Cina e che ha scosso la fiducia tra le due nazioni” e il South China Morning Post ha affermato che gli Stati Uniti potrebbero ritardare l’introduzione delle tariffe sulle importazioni cinesi anche se un accordo non dovesse essere raggiunto entro il 15 dicembre. Quasi in contemporanea Trump dichiara esattamente il contrario, minacciando di aumentare le tariffe nel caso non si fosse firmato un accordo entro i termini e un rapporto del Wall Street Journal, riportato da Reuters, ha affermato che la Cina è aperta ad una nuova fase di colloqui vis a vis a Pechino. Aggiungete “un pizzico” di impeachment e la ricetta per un forte mal di testa alla Casa Bianca è fatta. E il dollaro? Beh, il biglietto verde si è rafforzato rispetto all’euro di circa mezza figura, passando dal massimo di 1.1097 a 1.1052.

Mal di testa pre weekend dicevamo, ma per fortuna noi abbiamo già il rimedio giusto: guardare oltremanica. Eh sì perché ieri è stato pubblicato il programma del partito laburista e leggendolo arriva il buon umore: energia elettrica e servizio idrico gratuiti, investimenti pubblici in aumento fino a al 4,5% del PIL e aumento del salario minimo del 22%. No, non è una citazione dal terzo capitolo di quel Cetto La Qualunque inventato da Antonio Albanese, ma il tentativo dei laburisti di battere Johnson alle elezioni. A quanto pare però non sta funzionando, i conservatori rimangono saldi al 44% confermandosi primo partito e, in attesa dei PMI inglesi in uscita oggi, la sterlina cede terreno nei confronti delle principali divise. 76 anni fa si apriva la conferenza de Il Cairo tra Cina, Stati Uniti e Regno Unito per discutere dei progressi della guerra contro il Giappone. Sarebbe interessante vederli di nuovo tutti insieme appassionatamente, più che una puntata della serie Brexit ne verrebbe fuori un colossal da record stile Avatar.

Buon weekend

CALENDARIO ECONOMICO

08:00 – PIL tedesco
09:15 – PMI manifatturieri e servizi tedeschi e francesi
09:30 – Discorso di Lagarde
10:00 – PMI manifatturiero e servizi Eurozona
10:30 – PMI manifatturiero e servizi UK
15:45 – PMI manifatturiero e servizi USA
23:00 – Report del dipartimento del Tesoro americano

EURUSD: 1.1058
EURGBP: 0.8584