Altro giro di dati e altra corsa per il nostro cambio preferito. Per quanto la cosa possa esser triste, purtroppo il movimento è semplice da prevedere: se escono dati in USA il dollaro si rafforza perchè sono positivi, movimento opposto quando è l’Europa a mostrare i numeri… e ieri ennesima conferma. Più in dettaglio a spingere l’EURUSD fino a 1.1037 sono stati l’ISM sopra le aspettative (50.9 vs 48.5) e maggiore di 50 dopo sei mesi e il PMI manifatturiero a 51.9 contro 51.7 previsto.
BCE sugli scudi ieri con la dichiarazione illuminante del vicepresidente Luis de Guindos, secondo il quale il coronavirus è da considerarsi un fattore che crea incertezza. Ma dai??? 63 miliardi in meno sul PIL cinese nel solo primo trimestre…
Meglio pensare a quanto espresso da Weidmann, Presidente della Bundesbank, che ha affermato come la BCE dovrebbe ricalibrare l’obiettivo dell’inflazione. Ha poi aggiunto che “dovremmo formulare il nostro obiettivo di politica monetaria in modo comprensibile, lungimirante e realistico”. Questo si che è uno spunto interessante, anche se non nuovo. Il fatto è che cambiare un obiettivo solo perchè non si riesce a raggiungerlo non è il massimo, ma d’altra parte un inflazione al 2% è qualcosa ce sfiora quasi l’utopia quando la crescita fatica ad arrivare all’1%. Il tema è sul tavolo, se volete parlarne chiamateci!
Guardiamo per un momento agli USA, dove la news della settimana è il Superbowl, vinto da Kansas City contro i San Francisco 49ers a distanza di 50 anni dal loro ultimo successo e dopo una rimonta degna di Any Given Sunday (-10 a 10 minuti dalla fine). Grande spettacolo nell’half time con Shakira, Jennifer Lopez… e gli spot elettorali di Trump e Bloomberg. Ricordiamo che è di gran lunga l’evento televisivo più seguito al mondo e che il costo per uno spot arriva a costare 10 milioni di dollari. Donald si è concentrato sui dati, raccontando di un America più ricca e sicura, mentre il candidato democratico ha più che altro attaccato il suo avversario. Per come la vediamo noi, 1 a 0 per Trump.

Passiamo in Cina, dove ieri c’è stata la riapertura del mercato azionario, con perdite che erano state ampiamente previste: lo Shanghai Composite ha perso circa il 7.72% mentre lo SZSE Component Index ha perso circa l’8.45%. Tra i dati, quello che più di tutti rispecchia la pessima situazione che sta attraversando il Paese è quello sul consumo di petrolio: la riduzione è stata tale da spingere l’Iran a chiedere di ridurre la produzione giornaliera di barili. Secondo Reuters, Sinopec, una delle più grandi raffinerie asiatiche, ha tagliato la produzione di 600mila barili al giorno nel mese di gennaio. Questi dati mostrano una economia paralizzata dal coronavirus, dove le imprese sono praticamente immobilizzate. Intanto lo yuan è scambiato ora ad un livello di 7.7270 contro euro.
Le paure del coronavirus e la distruzione provocata dagli incendi non hanno intimorito la Banca Centrale Australiana che ha mantenuto i tassi d’interesse invariati, spingendo l’AUD fino a 1.6441 contr euro.
Apertura in rosso per la sterlina, che ha iniziato la settimana toccando un minimo contro l’euro di 0,8538. Il motivo va ricercato nella paura che il Regno Unito e l’Europa non riusciranno a raggiungere un accordo commerciale entro la fine di quest’anno. Queste tensioni sono state causate dalle divergenti posizioni prese tra UE e UK: se la prima ha affermato che ‘’se il Primo Ministro inglese vuole un deal che non includa tariffe dovrà assicurare una leale concorrenza’’, Johnson ha risposto negando il consenso a quest’ultima richiesta. Iniziano le prime scaramucce. Teniamoci forte perchè l’anno è appena iniziato!

CALENDARIO ECONOMICO
10:30 – PMI del settore costruzioni inglese (Gen)
11:00 – IPC italiano (Gen)
11:00 – IPP europeo (Dic)
11:00 – IPP europeo (Annuale)
14:55 – Redbook americano

EURUSD: 1.1054
EURGBP: 0.8499

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