È ARRIVATO BABBO NATALE… e i mercati quest’anno devono esser stati veramente molto buoni per meritare i due regali che sono arrivati. Questa volta partiamo da Londra, dove le elezioni non hanno tradito le attese e anzi ci presentano risultati di importanza storica. Per cominciare, il buon Boris potrà accasarsi al 10 di Downing Street… e sembra che lo farà con tutte le comodità che possono garantire 368 seggi su 650. Il dato non è ancora ufficiale, ma se confermato si tratterà della più ampia vittoria dei conservatori dalla Thatcher nel 1987. Di contro, sembra che il partito laburista non raggiungerà i 200 seggi, cosa che non accade dal 1935. La sterlina è letteralmente volata, superando 1.35 contro dollaro e scendendo a 0,8278 contro euro, livello che non vedevamo da 2 anni e mezzo. “E forza che la facciamo…” la Brexit!
Ma lo sappiamo tutti, i regali più belli sono quelli inaspettati… e i mercati non fanno eccezione a questa regola. Appena è trapelata la notizia che l’accordo sulla guerra commerciale è davvero vicino è successo di tutto: Nikkei a +2.4% sui massimi da 14 mesi, MSCI Asia-Pacifico a +1.2%, Shangai Blu Chips a +1.4%, Future su S&P a +0.4% ed su Eurostoxx50 a + 0.9%. A dare inizio alle danze è stato un tweet in cui Trump confermava che gli Stati Uniti sono “molto vicini” ad un accordo con la Cina, chiudendo con la frase “loro lo vogliono, e anche noi”. Ma ci ha pensato il Wall Street Journal a spiegarci la ragione di questo avvicinamento: secondo fonti molto vicine ai negoziatori sembra che gli USA siano pronti a sospendere la prossima tranche di tariffe su 160 miliardi di beni cinesi e a ridurre quelle esistenti fino al 50%, mentre Pechino si impegna ad acquistare 50 miliardi di dollari di prodotti agricoli americani nel 2020 (prima dell’inizio della guerra commerciale, nel 2017, sono stati la metà).
I due regali ai mercati hanno messo un po’ in secondo piano la prima conferenza del “saggio gufo” ma noi non ce la siamo persa! Iniziamo dai dati: le stime sull’inflazione sono state riviste, rispetto all’outlook di settembre, al rialzo nel 2020 (1.1%) e al ribasso nel 2021 (1.4%), mentre il PIL del vecchio continente dovrebbe crescere dell’1,2% quest’anno, dell’1,1% nel 2020 e dell’1,4% nel 2021.

La Lagarde ha anche ribadito che la BCE monitorerà con accuratezza l’inflazione e l’impatto della politica monetaria, in modo da essere pronta a reagire a qualsiasi scenario. A tal proposito, la neopresidente ha ribadito la necessità di una politica monetaria “altamente accomodante, al fine di sostenere le spinte inflazionistiche di fondo e la sua dinamica complessiva nel medio periodo”. La conferenza si è poi conclusa con gli auguri per le festività natalizie e con un “Arrivederci al 2020”. Grazie Presidente, auguri anche da parte nostra!
Per ultimo ma non meno importante, ci scusiamo per la mancata pubblicazione di ieri. L’indebolimento del dollaro post FED ha tenuto tutto il team impegnato con i clienti per l’intera mattinata. Sappiamo che la tempestività sul mercato è fondamentale e agiamo di conseguenza: scherziamo in questo report, ma mai sulla qualità del servizio.

CALENDARIO ECONOMICO

09:00 – IPP spagnolo (Nov)
09:00 – IPP spagnolo annuale
09:00 – IAPC spagnolo (Nov)
09:00 – IAPC spagnolo annuale
10:30 – Aspettative sull’inflazione inglese
11:00 – Summit straordinario dei leader dell’Eurozona
14:30 – Vendite al dettaglio americane (Nov)
14:30 – Vendite al dettaglio americane annuali
17:00 – Discorso del Membro del FOMC Williams

EURUSD: 1.1172
EURGBP: 0.8339