Chi iniziava a preoccuparsi sull’assenza di dichiarazioni sui dazi da parte di Trump, può tirare un sospiro di sollievo. Infatti, smentendo le dichiarazioni del ministro del commercio cinese di giovedì mattina, il Presidente americano ha annunciato che non è stato possibile trovare un accordo sull’eliminazione delle tariffe. Nella giornata di sabato poi rincara la dose dicendo che le negoziazioni stanno procedendo nella giusta direzione ma sottolinea come lui sottoscriverà un accordo solo se questo è effettivamente il meglio per gli USA. Sul fronte impeachment fa sicuramente notizia quanto ha dichiarato il Presidente della commissione d’intelligence della camera Schiff, secondo il quale far deporre la “talpa” che ha dato il via all’impeachment è superfluo e inutile. Rimanendo in ambito politico, la scesa in campo di Michael Bloomberg con i democratici per la corsa alla presidenza statunitense è stata liquidata da Trump come un sostanziale spreco di soldi. Sarà vero o potrebbe risultare l’ennesimo investimento vincente che ha portato Bloomberg ad essere un uomo da 53mld? La tensione sui mercati ha portato ad un sensibile apprezzamento del dollaro nei confronti sia delle valute esotiche che dell’euro, arrivando a toccare 1.1017 contro la moneta unica.
Rimanendo sulle tematiche relative a EURUSD vi segnaliamo un interessante articolo apparso su MilanoFinanza di venerdì firmato da Roberta Castellarin. Se ve lo siete perso, parla di uno dei paradossi di quest’anno: come mai l’euro non si è apprezzato nonostante il surplus di bilancio dell’Eurozona sia salito del 4%? L’articolo riporta la possibile spiegazione fornita da Vassili Serebriakov, strategist di Ubs. Partendo dal fatto che gran parte di quel 4% arriva da investimenti in obbligazioni (80%) e che il differenziale di interesse è superiore al 2%, risulta particolarmente vantaggioso per gli investitori americani coprire immediatamente tali investimenti attraverso forward su EURUSD. Tradotto in altre parole: EURUSD non è salito per via delle coperture fatte da investitori istituzionali, ma occhio perchè se la FED dovesse tagliare ancora i tassi il giochino potrebbe non essere più conveniente e si aprirebbe lo spazio per bel aumento del cross.
Week-end ricco di emozioni sulla scena politica europea, con le elezioni Spagna indette per uscire dall’empasse creato da quelle di Aprile scorso, dalle quali non era uscita una maggioranza in grado di governare. Ebbene, da non crederci ma la situazione è addirittura peggiorata: Sanchez perde 3 seggi e la sinistra è ancor più lontana dalla maggioranza, avanza l’estrema destra ma non abbastanza da poter governare. In poche parole, nel Parlamento uscente esisteva una teorica maggioranza di sinistra; in quello nuovo, no; a meno di non mettere insieme un terrificante puzzle di indipendentisti catalani, autonomisti baschi, nazionalisti navarrini. Aldo Cazzullo dalle pagine del Corriere definisce l’eventuale accordo un compromesso storico più che una coalizione e non possiamo che essere d’accordo.

Venerdì il primo ministro scozzese Sturgeon ha dichiarato di voler stringere un’alleanza progressista per togliere consensi ai conservatori, dichiarando anche che l’SNP (Scottish National Party) vorrebbe fermare la Brexit tramite un secondo Referendum. Quest’idea è sembrata troppo utopistica per il mercato, che l’ha lettteralmente snobbata, non dandoci troppo peso. Speriamo solo che tra sei mesi non si dovrà correre di nuovo alle urne, la Spagna insegna… I fanatici della Brexit non si lasciano però sfuggire il gossip del vecchio continente, e passano il tempo a guardare nel nostro giardino: con Arcelormittal che ha deciso di abbandonare il golfo tarantino hanno ben pensato di esortarci all’Italexit. Non potrebbero chiedersi invece come mai la BoE rilascerà il report di stabilità finanziaria solo dopo le elezioni?
Ad aiutare la stabilità politico/economica globale arriva anche una notiza dall’Iran: pare che scavando in periferia abbiano trovato un piccolissimo giacimento… che aumenta le riserve petrolifere del Paese del 30% (no, non è un typo, proprio 30%). Qualche spicciolino in più ad una Nazione così tranquilla ci voleva proprio per tranquillizzare i mercati.
Buona settimana a tutti, noi andiamo a scavare nel giardino di casa, sia mai…

CALENDARIO ECONOMICO
10:30 – PIL inglese
10:30 – Bilancia commerciale inglese
10:30 – Produzione industriale
10:30 – Produzione manifatturiera
10:30 – Variazione mensile dei prezzi del settore dei servizi
10:30 – Investimenti delle aziende

Eventi chiave della settimana
• Martedì: Tasso di occupazione inglese, indice ZEW tedesco, Discorso del Presidente della Fed di Philadelphia Patrick Harker e del Presidente della Fed di Minneapolis Neel Kashkari
• Mercoledì: Indice dei prezzi al consumo inglesi ed americani
• Giovedì: Pil Tedesco, Vendite inglesi, Pil Europeo, Indice dei prezzi di produzione americani, richieste di disoccupazione americane, discorso del vice Presidente Fed Richard Clarida, Discorso del Presidente Fed di Chicago Evans, Powell testimonia davanti al Comitato del bilancio della Camera (Powell testifies before the House Budget Committee), Discorso del Presidente Fed di San Francisco Mary Daly, di New York John Williams e di St. Louis James Bullard
• Venerdì: Vendite al dettaglio Usa

EURUSD: 1.1029
EURGBP: 0.8616