L’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato l’emergenza sanitaria globale: ad oggi sono circa 200 i casi di morte per coronavirus e i casi di contagio (ufficiali stamani i primi due in italia) superano addirittura quelli della SARS.
E così l’emergenza inizia a produrre effetti in diversi settori, dal turismo al commercio. Viaggi bloccati da e verso le principali destinazioni, e… non dimentichiamoci la presenza italiana in Cina! Per non parlare delle importazioni che il Bel Paese effettua ogni anno dalla seconda economia globale, erano già state rallentate dal capodanno cinese, ora a rilento più che mai in vari settori.
Nonostante questa situazione possa diluire le tempistiche legate alla guerra commerciale, il biondino d’oltreoceano si è mostrato davvero collaborativo offrendo alla Cina e al suo presidente Xi ogni aiuto necessario.
Nel frattempo, il mercato USA ha visto ancora una volta l’inversione della curva dei rendimenti dei treasury (tra il titolo a tre anni e quello a dieci), sintomo di una preoccupazione nel breve periodo relativa sia all’efficacia della politica delle Banche Centrali sia agli outlook di crescita dell’economia globale. Per il momento PIL americano in linea con le attese (al 2.1%), spesa dei consumatori in crescita (+1.8%) e tassi che secondo l’Ufficio Analisi sull’Economia americana non dovrebbero subire ulteriori tagli nel 2020…vedremo!
Spostandoci un attimo in Europa, ieri i dati in uscita sul fronte occupazione hanno mostrato la disoccupazione dell’Eurozona ad un livello di 7.4% (7.5% previsto), dato che rispecchia maggiormente la situazione tedesca e ahimè, non quella italiana. Purtroppo ce lo aspettavamo, “Ahi serva Italia…”

Giornata tranquilla invece per i nostri amici inglesi… o forse no?
Nell’ultima conferenza stampa presieduta dal Presidente uscente Mark Carney, la Bank of England ha affermato come, nonostante i dati deludenti dell’ultima parte del 2019, l’economia del Regno Unito abbia fornito segnali positivi successivamente alle elezioni scorse, contribuendo ad una ‘’globale stabilizzazione’’. E così, con un risultato di 7 voti favorevoli contro 2, la BoE ha lasciato i tassi d’interesse invariati allo 0.75%. Il mercato tuttavia scontava fino a ieri, con una probabilità del 50%, un taglio di 25 bps in questa seduta e, con una dell’80% (oggi scesa al 16%) un taglio di ulteriori 25 punti base entro marzo. La sterlina non poteva fare altro che rafforzarsi, arrivando a toccare un massimo di 0.8412 contro l’euro.
Con un po’ di nostalgia rivolgiamo infine il nostro saluto al Regno Unito che a mezzanotte uscirà dall’Europa senza troppi rancori. Non ci resta che sperare che l’export italiano in UK (per avere un ordine di grandezza si parla di 1.1 miliardi di forniture solo sull’agroalimentare) non subisca (troppi) danni!
Buon weekend

CALENDARIO ECONOMICO

08:00 – Vendite al dettaglio tedesche (Dic)
08:00 – Vendite al dettaglio tedesche (Annuale)
11:00 – PIL italiano (Trimestrale) (4° trim.)
11:00 – PIL italiano (Annuale) (4° trim.)
11:00 – IPC europeo (Annuale)
11:00 – PIL europeo (Trimestrale)
11:00 – PIL europeo (Annuale)

EURUSD: 1.1043
EURGBP: 0.8413

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