Un altro giorno, un altro discorso della nostra amica Lagarde che si pronuncia sull’economia dell’eurozona al Parlamento Europeo menzionando la crescita, seppur moderata. Ha toccato anche temi quali coronavirus, l’alleviarsi delle tensioni USA – Cina e la latitante inflazione europea, parole già dette e ridette che questa volta vi risparmiamo. Il Gufo si è poi soffermato sullo spazio di manovra delle Banche Centrali, limitato dal basso livello dei tassi e dall’inflazione. Da qui la necessità di supportare l’attività della BCE con politiche “strutturali e di bilancio”. A parlare è stato anche il Vicepresidente Luis de Guindos che ha sottolineato come la politica monetaria intrapresa dall’Eurozona stia aiutando a sostenere i volumi dei prestiti nella zona euro.
Oltreoceano invece si sono pronunciati il membro della Fed Kaplan e il Segretario del Tesoro americano Mnuchin. Il primo affermando di aspettarsi una crescita di circa il 2.25% nel 2020 e che, secondo la sua percezione, non sarà necessario modificare i tassi fino alla fine di quest’anno. Il secondo invece, si è mostrato soddisfatto del raggiungimento degli accordi USA – Cina, nonostante le dinamiche legate al coronavirus.
Uniamo le parole incoraggianti provenienti dagli Stati Uniti con i dati positivi relativi alle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione americane (202 mila contro le 215 mila stimate) ed aggiungiamo un po’ di notizie deludenti dalla Germania (ordinativi delle fabbriche tedesche a -2.1%) ed ecco la ricetta perfetta per un EURUSD di nuovo abbondantemente sotto 1.1000.

Ricordando un po’ un evento storico, nel 1992 venne Firmato l’accordo di Maastricht per l’Unione Europea, perché “l’unione fa la forza, ma apparentemente non in Europa!” Ieri infatti il governo della Regina è stato particolarmente impegnato sul fronte negoziati economici con Stati Uniti, Giappone, Australia e Nuova Zelanda. Rilevanti sono state le dichiarazioni del ministro del Commercio Truss che, al Parlamento inglese, ha affermato: “condurremo un’intensa contrattazione e saremo preparati ad uscire dalle negoziazioni se questo fosse nell’interesse nazionale’’. In merito ai possibili accordi con l’America, il Regno Unito ha inoltre spinto per un deal esente da dazi.
Meno collaborativi i vicini francesi il cui ministro delle Finanze Le Maire ha esortato l’Unione Europea a non garantire concessioni riguardanti l’accesso ai mercati finanziari europei da parte del Regno Unito solo in cambio di permessi di pesca in acque inglesi.
Insomma battibecchi vari e la sterlina intanto perde terreno…

CALENDARIO ECONOMICO
08:00 – Produzione industriale tedesca (Dic)
08:00 – Saldo della bilancia commerciale tedesca (Dic)
08:45 – NFP francesi (4° trim.)
14:30 – Salario orario medio americano (Gen)
14:30 – NFP americani (Gen)
14:30 – Tasso di disoccupazione americano (Gen)

EURUSD: 1.0955
EURGBP: 0.8471

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