Difficile parlare di mercati in questo periodo. Gli spunti non mancano, tutt’altro, ma l’attenzione principale va alla salute nostra e dei nostri cari e alle rinunce che tutti stiamo facendo (assolutamente necessarie). Vi risparmiamo un aggiornamento sui numeri del virus, sono preoccupanti e siamo certi tutti li conoscano, proviamo invece a commentare quanto accaduto negli ultimi giorni sui mercati.

Ci eravamo lasciati ad inizio marzo in una situazione senza troppe sorprese: Trump che criticava la FED per immobilismo e lentezza e Ursula von der Leyen che aveva appena capito che il rischio economico provocato dal coronavirus non era moderato, ma alto.

Sono passate “solo” due settimane e siamo in un mondo diverso.

La FED ieri ha addirittura incassato i complimenti di Trump, il che rende l’idea della forza della mossa comunicata da Powell: tassi a zero e piano di acquisto di titoli da 700 miliardi, senza contare i 1.500 miliardi in interventi per sostenere l’economia annunciati la settimana scorsa.

Ora la domanda sorge spontanea: se gli USA hanno messo in campo così tante risorse in pochi giorni, cosa avrà fatto la BCE in queste ultime due settimane? Moltissimo, visto che qui il problema è sorto settimane prima e che il 9 marzo l’UE ha affermato che lo sforamento del budget dell’Italia per combattere il coronavirus non sarebbe stato considerato nel calcolo dei vincoli di bilancio della BCE.

Il “moltissimo” non considerava lei, la donna che con una frase è riuscita a far passare la peggior giornata della storia al nostro listino. Si, proprio la peggiore, neanche il crollo di mezzo sistema finanziario mondiale nel 2008 aveva fatto più danni in una singola giornata.

Ora, premesso che, a giudicare dall’andamento odierno, ai mercati non è bastato l’intervento della FED per infondere tranquillità, ma possibile che un governatore di una Banca Centrale arrivi talmente impreparata da rispondere a caso ad una domanda senza rendersi conto dell’impatto di sue dichiarazioni, talmente gravi da costringerla ad organizzare post conferenza stampa un’intervista per controllare i danni? Vi siete accorti che si è svegliato persino Mattarella?

Le cose sono due ed entrambe preoccupano in uno scenario già molto difficile: o è totalmente inadatta al ruolo e andrebbe sostituita il prima possibile o al contrario è brava e gode del pieno appoggio dei falchi del nord Europa, che mantengono un atteggiamento chiuso anche davanti a difficoltà oggettive causate da eventi al di fuori del nostro controllo. Avete una terza spiegazione? Non esitate a chiamarci per un confronto, non troveremo la risposta ma una soluzione a come gestire il rischio la troviamo insieme.

Siamo italiani, possiamo rialzarci e lo faremo con il nostro ingegno e le nostre capacità, perché magari ad alcuni francesi fa comodo ricordarci solo per la pizza, ma siamo anche quelli del Rinascimento.

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