Giorno 2 della ripartenza… ma come è andata? Iniziamo dicendo che tutto sommato, nonostante qualche piccolo incidente nelle grandi città, ci siamo comportati anche meglio del previsto. Ok c’è ancora qualcuno che non ha capito il momento, ma la maggioranza delle persone vedono un barlume di luce alla fine del tunnel e fanno di tutto per alimentarlo.
Lasciando per il momento da parte il “come”, proviamo a guardare “quali” sono stati finora gli effetti economici negativi del lockdown mondiale, iniziando dagli USA, che settimana scorsa hanno fornito i primi dati. Il PIL è sceso del 4.8% nel primo trimestre (peggior dato dal 2009) e le previsione per il secondo parlano di un preoccupante -40%, la fiducia dei consumatori è scesa a 86.9 (prevista 87.9) e la loro spesa del 7.6%. Dati negativi, che hanno portato EURUSD ad oscillare fra l’1.0810 e l’1.1010, per la gioia di chi ha utilizzato ordini di mercato per risparmiare qualcosa. La riunione della FED non ha portato grandi novità, ma d’atra parte aveva già mostrato l’arsenale a disposizione e si è limitata a ribadire che è pronta ad utilizzarlo.

Anche la BCE non ha portato grandi novità, limitandosi a ribadire come “siano necessari sforzi per un’azione politica congiunta e coordinata”. Non c’è stata dunque l’introduzione del Yield Curve Control (prezzi dei governativi fissati dalla banca centrale), ma come abbiamo più volte ribadito, la BCE ha fatto e sta facendo la sua parte, la situazione attuale richiede un intervento politico. Nel frattempo l’economic sentiment ha subito il peggior calo da quando questo indice viene misurato, arrivando a quota 67, spinto principalmente dal terziario, che rappresenta circa i due terzi del PIL dell’Eurozona.

La settimana ha inoltre visto il nostro amico Johnson ribadire che il periodo di transizione per la Brexit si concluderà comunque il 31 dicembre, la Russia annunciare la riduzione delle scorte di petrolio del 19% a maggio e la Bank of Japan lasciare i tassi invariati e annunciare l’acquisto di obbligazioni senza limiti per frenare gli effetti negativi della crisi.
Chiudiamo con una notizia appena arrivata: la Corte Costituzionale tedesca ha confermato la legalità del Quantitative Easing, quind sotto a lavorare, abbiamo ancora una nazione da ricostruire!!!

EURUSD: 1.0826
EURGBP: 0.8708

Subscribe

* indicates required

Subscribe

Sign up to get our insights directly to your inbox

Sign up