Venerdì scorso il biglietto verde si è apprezzato contro la moneta unica raggiungendo il massimo da ottobre dello scorso anno. Causa di questo movimento sono stati i dati provenienti da oltreoceano, in particolar modo gli NFP che hanno battuto nettamente le aspettative (225mila vs 160mila). A frenare il rafforzamento del dollaro sono stati però il tasso di disoccupazione americano (3.6% contro 3.5%) e il dato sull’incremento dei salari orari medi americani (0.2% contro 0.3%), entrambi lievemente al di sotto delle aspettative.
Il rapporto di politica monetaria che la Fed ha presentato al Congresso mostra comunque una percezione positiva dell’economia americana: i rischi di una recessione si sono affievoliti rispetto alla fine del 2019 grazie alla diminuzione delle tensioni su commercio internazionale. Che si fa… si ringrazia Trump?
Tanto per cambiare comunque a far deprezzare l’euro ci ha pensato… l’economia europea. La produzione industriale tedesca, francese e spagnola di dicembre sono risultate minori delle aspettative (rispettivamente: -3.5% vs -0.2%; -2.8% vs -0.3% e 0.8% vs 2.2%), cui si è aggiunto il PMI sulle importazioni tedesche di dicembre negativo (-0.7% contro 0.2%). Il dollaro si è dunque apprezzato contro l’euro fino ad un massimo di 1.0942, per poi riassestarsi intorno ad un’area di 1.0950.
Quindi che si fa? Fra i ministri delle finanze dell’UE torna di moda parlare di politiche di bilancio espansive… ci chiediamo cosa stanno aspettando, i segnali positivi dall’economia europea sono rari come gli oscar di Di Caprio (altra delusione per lui stanotte) e non possiamo che augurarci che prima o poi lo capiscano anche in Germania. Una mano tesa arriva per fortuna da Kudlow, che conferma la sospensione dei dazi sulle auto europee dato che si lavora “in buona fede agli accordi commerciali con l’UE”.

Oggi però è doveroso guardare in casa nostra, dato che sabato scorso durante il Convegno Assiom Forex c’è stato il consueto intervento del Governatore della Banca d’Italia. Visco, nel discorso che ricordiamo essere secondo per importanza solo alle Considerazioni finali di maggio, ha ribadito un concetto a lui caro: l’Unione Europea rimarrà incompiuta finché non ci sarà un bilancio centralizzato e un’attività priva di rischio come i safe asset, nonché il completamento dell’unione bancaria (qui il nodo rimane la garanzia unica sui depositi). Gli altri punti toccati dal Governatore riguardano l’economia italiana debole, la politica di bilancio e le riforme necessarie, le banche e il credito, le crisi provocate dalla mala gestione delle banche di territorio.
Oltremanica invece la questione rimane sempre la possibilità di un accordo con l’UE, anche se a far deprezzare la sterlina è stato principalmente Trump. Si, avete letto bene, le sue mosse hanno impatto anche sull’EURGBP! Sembra che il Tycoon non abbia preso bene il fatto che Johnson si sia detto pronto a sostenere Huawei in UK e, nel suo stile, abbia chiamato il diretto interessato spiegandogli esattamente quale sia l’unico punto di vista corretto (il suo). Da Downing Street hanno negato tutto ciò, ma hanno definito la chiamata “difficile”… che tradotto vuole dire che Johnson si è preso un bello shampoo.

CALENDARIO ECONOMICO
10:00 – Produzione industriale italiana (Dic)
10:00 – Produzione industriale italiana (Annuale)
14:15 – Discorso del membro del FOMC Bowman
21:15 – Discorso del membro del FOMC Harker

EURUSD: 1.0950
EURGBP: 0.8469

Subscribe

* indicates required