Ebbene sì, a distanza di 20 anni dal raggiungimento di un accordo per l’ingresso della Cina nel WTO, ci troviamo ancora una volta a leggere sulle principali testate giornalistiche mondiali le dinamiche sulle politiche commerciali USA-Cina, singolare non credete? Anche Moody’s, nel suo “Outlook 2020” ha fatto intendere che le previsioni sull’economia globale del prossimo anno non sono delle più rosee a causa della guerra tra le due superpotenze.
Così, per calmare un po’ le acque, ieri mattina il portavoce del Ministero del Commercio cinese ha dichiarato che l’annullamento dei dazi è necessario per raggiungere un accordo di fase 1, e ha poi annunciato l’abolizione delle tariffe sui prodotti agricoli statunitensi imposte dal gigante asiatico nel 2015. E come disse il poeta romano Orazio “chi comincia è a metà del lavoro”!
Ma Trump al momento non sembra curarsene perchè troppo impegnato a cinguettare contro Powell, e con l’ennesimo tweet ostenta prima i risultati trimestrali di Walmart, non influenzati a detta sua dai dazi, e poi la bassa inflazione americana.
Powell dalla sua, nel discorso di ieri, ha confermato che l’espansione dell’economia americana continuerà e che che non vede una possibilità di recessione nel breve periodo. Ha poi criticato le scelte di Trump in merito ai dazi, e affrontato nuovamente il tema del debito statunitense.
A fare da bastian contrario questa volta, oltre al biondino made in USA si intende, sono stati i presidenti della Fed di St. Louis (Bullard) e di Dallas (Kaplan), con le loro affermazioni sul rallentamento dell’economia americana e sul debito record delle imprese.
Spostiamoci solo per un attimo nel vecchio continente dove, per l’ennesima volta, nonostante la mattinata di ieri sia stata pervasa da eventi macroeconomici europei e britannici, questi non hanno influenzato particolarmente il mercato.
Sono state le dinamiche d’oltreoceano a fare da padrone e a spingere EURUSD di nuovo sopra 1.10.

Nel frattempo anche nei Paesi emergenti si muove qualcosa e dei dollari non ne voglion più sapere. I Paesi BRICS , infatti, hanno intenzione di istituire un sistema di pagamenti volto a favorire lo scambio di valute nazionali garantendo di conseguenza pagamenti ed investimenti sostenibili tra di loro. Da notare come la Russia abbia fatto da pioniere iniziando a sviluppare un sistema prodotto in house alternativo al canonico SWIFT. Ciliegina sulla torta, Kirill Dmitriev, responsabile del fondo sovrano russo rdif, fa sognare poi i millennials affermando che i Paesi BRICS stiano iniziando a pensare alla creazione di una criptovaluta comune tra gli stessi.
Non so a voi ma queste dinamiche mi richiamano alla mente la celebre citazione di Petronio: “Una mano lava l’altra”.

CALENDARIO ECONOMICO
09:00 – Discorso di Mersch della BCE
10:00 – Saldo della bilancia commerciale italiana
11:00 – IPC italiano, IPC europeo, bilancia commerciale europea
14:30 – Vendite al dettaglio USA
15:15 – Produzione industriale USA

EURUSD: 1.1023
EURGBP: 0.8562