BREXIT: chi paga? Semplice, chi resta più a lungo rimane con il cerino in mano, un po’ come in discoteca… e la cosa non è affatto piacevole! Questo è il messaggio neanche troppo velato che si cela dietro la lettera inviata al Financial Times da 4 primi ministri contro l’espansione del budget pluriennale dell’Unione Europea: Austria, Paesi Bassi, Danimarca e Svezia fanno fronte comune per proteggersi da contributi eccessivi causati dall’uscita del Regno Unito. In particolare, la richiesta è di limitare all’1% del PIL il contributo per il periodo dal 2021 al 2027 (il Consiglio Europeo ha proposto l’1.07%). Le motivazioni dietro tale mossa sono probabilmente legate al contenimento delle correnti euroscettiche presenti in quei Paesi, ma va detto che la proposta prevede comunque l’aumento della spesa su temi fondamentali quali lo sviluppo di un’economia innovativa, la lotta al cambiamento climatico e la gestione dell’immigrazione e della sicurezza interna… il tutto a spese dei sussidi all’agricoltura e, soprattutto, ai fondi di coesione (soldi erogati a pioggia dall’UE nelle regioni ritenute più povere). Occhi puntati al 20 febbraio, giorno in cui il Consiglio Europeo si riunisce per trovare una bozza di accordo sul budget, che verrà poi sottoposto al Parlamento e, in seguito, alla Commissione Europea (altro esempio di procedura snella e poco costosa da parte dell’UE).
Mentre funzionari di vario grado si destreggiano nella burocrazia dell’UE, continuano ad uscire dati macro negativi sullo stato di salute dell’economia: la Bundesbank prevede una crescita debole per il primo trimestre del 2020 e uno studio di Nomura ci racconta che l’Italia potrebbe entrare in recessione già quest’anno per via degli effetti sul turismo del coronavirus. Ebbene si, siamo la meta preferita dai cinesi… o almeno lo eravamo prima di decidere (unici in Europa) di bloccare i voli diretti.

Implicazioni dirette sul cambio EURUSD? Nessuna, anche perchè ieri era il Giorno dei Presidenti e i mercati americani sono rimasti chiusi per festeggiare il compleanno di George Washington.
Chiudiamo come sempre guardando oltremanica, dove purtroppo dobbiamo registrare una dichiarazione a metà fra l’incredibile e l’indecente: Andrew Sabisky, uno dei consiglieri di Johnson, ha affermato come ci potrebbe essere un gap di intelligenza razziale. Si, avete letto bene. C’è chi sostiene che certe cose non andrebbero riportate per non dare importanza a messaggi stupidi, noi preferiamo invece fare nome e cognome di chi apre bocca a caso.
Dal punto di vista strettamente economico, registriamo le tensioni crescenti sui diritti di pesca, che hanno portato il Ministro degli Esteri francese, Le Drian, a dichiarare che le relazioni fra i due Paesi andranno in frantumi.

CALENDARIO ECONOMICO
10:30 – Indice dei salari medi inclusi bonus inglese (Dic)
10:30 – Variazione nelle richieste di sussidi disoccupazione inglesi (Gen)
10:30 – Variazione nel livello di occupazione su base trimestrale inglese (Dic)
10:30 – Tasso di disoccupazione inglese (Dic)
11:00 – Indice ZEW tedesco (Feb)
11:00 – Indice ZEW europeo (Feb)
20:00 – Discorso del Membro del FOMC Kashkari

EURUSD: 1.0823
EURGBP: 0.8301

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